dislessia

COS’È LA DISLESSIA

I Disturbi Evolutivi Specifici dell’Apprendimento (in breve DSA), sono disturbi di tipo neurobiologico derivanti da un funzionamento diverso di gruppi di neuroni con il compito di decodificare il linguaggio scritto e si manifestano attraverso segnali differenti:

DISLESSIA:
incertezza nella lettura e talvolta nella comprensione, data dalla difficoltà di associare grafemi (i simboli grafici delle lettere) e fonemi (i relativi suoni).

DISGRAFIA:
calligrafia irregolare, fatica, disorganizzazione e lentezza nella riproduzione dei grafemi.

DISORTOGRAFIA:
presenza di errori ortografici con omissione, sostituzione e confusione di lettere fra loro.

DISCALCULIA:
errore nell’uso dei numeri, dei segni delle operazioni e delle regole per il calcolo, che rendono complicata l’esecuzione di funzioni matematiche di base.

Approfondimento sulla Dislessia e sulle sue origini neurobiologiche

Il dott. Enrico Ghidoni ci aiuta a comprendere come funziona il complesso processo della lettura e le cause neurobiologiche alla base della Dislessia e dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).

PERCHE’ DISTURBI SPECIFICI?

Perché interessano uno specifico dominio di abilità in modo significativo ma circoscritto, senza intaccare l’intelligenza generale.Leggere e scrivere, ovvero, trasformare i segni in suoni e viceversa e parlare, sono atti semplici a patto che divengano automatici, che siano cioè eseguiti velocemente e correttamente con un impegno di concentrazione minimo.

Ma se questo non accade chi compie queste operazioni è costretto ad utilizzare enormi quantità di energia in modo costante, finendo per stancarsi rapidamente, commettendo errori e rimanendo indietro rispetto ai compagni o ai colleghi.

DIFFUSIONE

I soggetti con Dislessia Evolutiva in Italia sono, seguendo le stime più prudenti, almeno 1.500.000, corrispondenti al 2,5% della popolazione. Una buona parte di questi hanno avuto un percorso scolastico costellato da insuccessi, abbandoni precoci e conseguenze sociali e professionali facilmente immaginabili.

Gli screening effettuati sulla popolazione scolastica in età 6-18 anni evidenziano che in Italia sono interessati da Dislessia in media il 3,5% dei bambini presenti in una classe. Questo dato potrebbe tendere all’aumento (nei paesi di lingua anglosassone, dove il fenomeno è studiato da tempo e l’attenzione alla Dislessia è maggiore, la rilevazione sullo stesso campione si attesta intorno al 10%).

CONSEGUENZE

Rispetto a 10 anni fa, fortunatamente oggi il contesto è cambiato, ma le storie che raccontano i ragazzi dislessici diventati adulti sottolineano la frustrazione derivante dalla mancata identificazione del problema. Insicurezza, mancanza di autostima, ansia, solitudine sono condizioni psicologiche dovute ad ingiuste colpevolizzazioni e discriminazioni da parte di insegnanti, genitori e compagni che frequentemente confondono la dislessia con svogliatezza, stupidità o ritardi nell’apprendimento.

Queste stesse vessazioni, seppur in maniera ridotta, si possono manifestare anche nel contesto lavorativo.



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