dislessia

COS’È LA DISLESSIA

I Disturbi Evolutivi Specifici dell’Apprendimento (in breve DSA), sono disturbi di tipo neurobiologico derivanti da un funzionamento diverso di gruppi di neuroni con il compito di decodificare il linguaggio scritto e si manifestano attraverso segnali differenti:

DISLESSIA:
incertezza nella lettura e talvolta nella comprensione, data dalla difficoltà di associare grafemi (i simboli grafici delle lettere) e fonemi (i relativi suoni).

DISGRAFIA:
calligrafia irregolare, fatica, disorganizzazione e lentezza nella riproduzione dei grafemi.

DISORTOGRAFIA:
presenza di errori ortografici con omissione, sostituzione e confusione di lettere fra loro.

DISCALCULIA:
errore nell’uso dei numeri, dei segni delle operazioni e delle regole per il calcolo, che rendono complicata l’esecuzione di funzioni matematiche di base.

PERCHE’ DISTURBI SPECIFICI?
Perché interessano uno specifico dominio di abilità in modo significativo ma circoscritto, senza intaccare l’intelligenza generale.

Leggere e scrivere, ovvero, trasformare i segni in suoni e viceversa e parlare, sono atti semplici a patto che divengano automatici, che siano cioè eseguiti velocemente e correttamente con un impegno di concentrazione minimo.

Ma se questo non accade chi compie queste operazioni è costretto ad utilizzare enormi quantità di energia in modo costante, finendo per stancarsi rapidamente, commettendo errori e rimanendo indietro rispetto ai compagni o ai colleghi.

DIFFUSIONE

I soggetti con Dislessia Evolutiva in Italia sono, seguendo le stime più prudenti, almeno 1.500.000, corrispondenti al 2,5% della popolazione. Una buona parte di questi hanno avuto un percorso scolastico costellato da insuccessi, abbandoni precoci e conseguenze sociali e professionali facilmente immaginabili.

Gli screening effettuati sulla popolazione scolastica in età 6-18 anni evidenziano che in Italia sono interessati da Dislessia in media il 3,5% dei bambini presenti in una classe. Questo dato potrebbe tendere all’aumento (nei paesi di lingua anglosassone, dove il fenomeno è studiato da tempo e l’attenzione alla Dislessia è maggiore, la rilevazione sullo stesso campione si attesta intorno al 10%).

CONSEGUENZE

Rispetto a 10 anni fa, fortunatamente oggi il contesto è cambiato, ma le storie che raccontano i ragazzi dislessici diventati adulti sottolineano la frustrazione derivante dalla mancata identificazione del problema. Insicurezza, mancanza di autostima, ansia, solitudine sono condizioni psicologiche dovute ad ingiuste colpevolizzazioni e discriminazioni da parte di insegnanti, genitori e compagni che frequentemente confondono la dislessia con svogliatezza, stupidità o ritardi nell’apprendimento.

Queste stesse vessazioni, seppur in maniera ridotta, si possono manifestare anche nel contesto lavorativo.



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